martedì 30 giugno 2009

Forse devo fare una tesi?

Sto pensando: "ricordo male o sono venuto a New York per scrivere la mia tesi?".
Eh si! Ricordo bene.
La situazione è che sono qua da quasi 3 mesi (tra 3 giorni) ma ancora non abbiamo neanche deciso l'argomento con Steve. Dopo un lungo periodo di rinvii, la scorsa settimana mi ha comunicato 4 o 5 argomenti di cui potrei occuparmi e sembra che stiamo convergendo su uno dei 5. Rimane il fatto che ancora non ho iniziato a lavorare su quella che sarà la mia tesi di laurea. Il mio relatore a Torino non ha mie notizie da più di 2 mesi.
La domanda sorge spontanea: "che diamine hai fatto fino ad ora?"
Steve continua a farmi lavorare su cose che poco riguardano gli argomenti che potrei dover trattare nella mia tesi. Durante i meeting settimanali discutiamo sempre sulle stesse cose ma i lavori che mi assegna sono sempre diversi. Sta andando a finire che ho fatto un bel pò di lavoro che né andrà a finire nella mia tesi e neanche ne discuteremo con Steve. Ovviamente non c'è da stupirsi se sono demotivato.
Ora, quest'argomento, che si sta delineando essere l'oggetto del mio lavoro di ricerca, nasce dal lavoro di un gruppo dell'Università di Manchester. In pratica loro si occupano di reti neurali e hanno utilizzato un tipo di codifica per le comunicazioni del chip. Io dovrei cercare di generalizzare questo codice, disegnare dei circuiti di supporto, simulare ed analizzare.
Sto iniziando e leggere qualche loro pubblicazione passata nell'attesa che ci inviino il loro ultimo lavoro.
Così finalmente potrò iniziare a lavorare anche io.

PS: Se il prof Furber dell'Università di Manchester legge questo post è pregato di accelerare i tempi di consegna del loro lavoro. Qua il tempo stringe!

domenica 28 giugno 2009

The Bronx

Avevo programmato da tempo di andare al "The Bronx River Festival" che si sarebbe tenuto il 27 Giugno. L'idea di avventurarmi in canoa tra le acque del Bronx River mi allettava molto. Il 26 però le previsioni meteo presagivano pioggia e fulmini per tutta la giornata seguente, così io, Berk e Alessandro abbandoniamo l'idea. Sta di fatto che giorno 27 vengo svegliato alle 2pm dai raggi del sole che entrano dalle finestre di camera mia (non esistono persiane o simili a New York).
Ma come? Non doveva piovere?
Mai fidarsi delle previsioni meteo!
Ormai troppo tardi per l'uscita in canoa, decido comunque di andare nel Bronx. Alessandro è con me.
Un'ora al pc per cercare qualche informazione su dove andare e sono pronto.

Prima tappa: Little Italy in the Bronx.
Dopo essere stato alla Little Italy di Manhattan, non mi sembra ci sia niente di nuovo da vedere. Anche qui ci sono decorazioni lungo la strada con il tricolore. Anche qui ristoranti Italiani, anche se in minor numero. Una salumeria, panifici, una pescheria... attività che non trovi facilmente a NY. Passando davanti un bar, sentiamo:
"Questi sono Italiani"... "No, sono messicani"....
Al che ci giriamo e la scena che vediamo è la seguente: il bar è uno di quei classici locali squallidi che vive solo dei clienti fissi, niente vetrate, una piccola insegna sopra la porta di ingresso. Sulla destra due clienti (gli unici) occupano le uniche due sedie e discutono cercando di attirare la nostra attenzione. Davanti la porta, il proprietario, in piedi, sembra messo li a far scoraggiare ogni nuovo possibile cliente.
Penso: "Questa non è l'Italia, questa è la Sicilia" :)
"Siamo Italiani" dico io.
"Di dove?" chiede il proprietario.
"Agrigento, Sicilia. Voi?"
Come risposta ricevo solo un gesto con la mano mentre lui entra dentro, un invito a seguirlo. Entrando il locale è ancor più caratteristico: luce soffusa, tutto sembra antico, decine di foto appese alle pareti, un tavolino e due sedie. Il tizio mi indica la foto, dietro il bancone, di una città ripresa dall'alto e mi chiede "che paese è?". Era sicuramente un paesino di montagna Siciliano ma vallo a sapere che era Caltabellotta, io penso di non esserci neanche mai stato. Ho addirittura appena scoperto che si scrive con una "b". Comunque, ne nasce una chiacchierata che solo in Italia, anzi, nel sud-Italia può capitare. Dopo aver preso un buon caffè parlando della vita Siciliana e Americana, ci congediamo e continuiamo il nostro percorso.

Seconda tappa: percorso tra i graffiti del Bronx.
Decidiamo di seguire un percorso, scaricato da internet, tra i graffiti del Bronx. Per alcuni è vandalismo, per altri è arte. Nel Bronx è cultura. Dietro ogni disegno c'è un significato, spesso un ricordo a personaggi che sono stati famosi nel Bronx, cantanti hip hop o altri artisti.
Vado in giro con la mia nuova Canon, cercando di cogliere tutti i particolari di questa realtà. Le strade spesso desolate affiancate da prati recintati con erba alta più di un metro. Anche le macchine che si vedono in giro sono testimonianza di degrado.

Mentre facevo una foto ad una scritta su un muro, la mia attenzione viene attirata da dei giovani ragazzi che bussano da dentro la vetrata di un fast-food, mi stavano chiamando. Si mettono in posa, tutti con i pollici alzati, volevano fatta una foto :) Forse mi hanno scambiato per un fotografo professionista le cui foto andranno a finire in qualche rivista. Non sono gli unici perché, più in la, anche un altro ragazzo mi chiede "Is it for magazine?".

Andiamo un pò in giro ma non finiamo tutto il percorso, siamo stanchi e non vogliamo trovarci in quella zona a sera inoltrata.

Alcune foto scattate in quella giornata:

PS: Sto pensando di andare a fare un viaggio ad Ithaca. Ultimamente mi sono documentato parecchio sul sistema monetario e so che in questa città dello stato di NY hanno una moneta locale. So anche che stanno cercando di fare una cosa simile in Italia con lo SCEC. Sono curioso, voglio andare a vedere con i miei occhi.

PPS: ieri un altro topo (il secondo) è finito in un'altra trappola. Domani dovrebbero venire a tappare il buco che c'è dietro la cucina, sperando di risolvere il problema topi una volte per tutte.

giovedì 25 giugno 2009

Jovanotti allo Zebulon di New York

E chi lo doveva dire che sarei andato a vedere Jovanotti dal vivo a New York!!??!!
Se poi penso che si è esibito in un locale di 20 metri quadrati con ingresso gratis... non ci credo neanche ora.

Pensare che per poco me lo perdevo per colpa di un meeting con Steve che doveva iniziare alle 6 e durare 1 ora, mentre invece è iniziato alle 6.30 ed è finito alle 9.

Il locale (Zebulon) si trova a Brooklyn. Ho cambiato 2 linee di metro per arrivarci, durata del tragitto 1 ora e mezza. Piccolo e pienissimo, 99% della gente era italiana data la presenza della super-star italiana (così era definito Jovanotti nel calendario del locale). Quando arrivo il locale era talmente pieno che riusciamo appena a varcare la soglia della porta di ingresso. Con attenta abilità riesco a guadagnare terreno passo dopo passo, fino ad arrivare a 2 metri da lui.

L'esibizione non è stata come mi aspettavo che fosse, molta (forse troppa) improvvisazione con ritmi frenetici e ripetitivi ma molto coinvolgenti. Nella scaletta "L'ombelico del mondo", "Penso positivo", "Ragazzo fortunato" e "A te" tra le più famose.

video

Ancora mi chiedo come mai sia andato a suonare in un locale così piccolo. Inoltre so che ha fatto e farà altre esibizioni in locali del genere. Fa uno strano effetto vedere un cantante così famoso in luoghi dove solitamente vedi suonare artisti sconosciuti.

domenica 21 giugno 2009

A New York le case sono in pendenza

Questa ve la devo proprio dire:
qua i muratori non conoscono la livella.
Tutte le stanze di casa mia sono in pendenza. Ogni volta che mi cade qualcosa a terra devo rincorrerla o raccoglierla da sotto il letto (punto più basso della stanza). Unica nota positiva è che se non trovo qualcosa so dove trovarla :)
Forse sono veloci a costruire edifici ma devo proprio dire che li fanno male. Certi muri sono di legno e lo stile dei pavimenti è spesso a mosaico che sa di antico (o vecchio). Non sono mai stato a casa di una famiglia Americana ma non mi stupirei se non ne avessero tanto cura. Faccio il paragone con la tipica casa Italiana (ancor di più se Siciliana) dove qualsiasi superficie orizzontale della casa è adornata con milioni di soprammobili inutili ma sempre ben spolverati. E dove se per caso si macchiasse un centimetro quadrato di muro, dopo mezz'ora si è già in opera per ridipingere tutta la camera.

Una cosa mi piace degli edifici Americani: iniziano a contare i piani dal piano terra. Non ho mai capito perché, in una casa di 2 piani Italiana, il piano più alto è il primo. Ho rinunciato a darmi una spiegazione sull'esistenza del piano terra quando sono arrivato qua a NY.

Dall'esterno le case sono carine anche se sembrano tutte uguali. Il classico muro di mattoni rossi e la scala antincendio di ferro. Tre o quattro gradini per raggiungere la prima porta di ingresso senza serratura, entrando trovi il citofono poco prima della vera e propria porta dell'edificio. Gli appartamenti sono numerati in base al piano (e.g. il mio 54 indica che abito al quinto piano).

PS: Oggi la Columbia ha bloccato l'accesso ad internet del mio pc per violazione delle politiche di facoltà sull'uso della rete. Penso si riferiscono al fatto che ieri sono stato tutto il giorno a scaricare da bittorrent ed emule ;) Sono stato off-line per almeno 5 ore. Mi sa che non scarico più niente da qua!

PPS: Domenica sono rimasto tutto il giorno ad oziare a casa, complice una pioggia deprimente. Sabato sera invece sono stato in un locale dove c'era musica techno (secondo la mia ignorante interpretazione) dal vivo. Mi hanno detto che ci sarà Jovanotti questa sera in quello stesso locale e Mercoledì in un altro.

PPPS: Venerdì mi sono fatto una scorta di ragù per i prossimi due mesi, ho il freezer pieno di barattoli :)

sabato 20 giugno 2009

Cesso USA: uno spreco d'acqua

Molti di voi considereranno questo post alquanto schifoso e vi chiedo scusa, ma non posso astenermi dal raccontarvi questa... chiamiamola 'particolarità Americana'. A proposito, ringrazio Gigi per avermi dato lo spunto a scrivere questo post :D

L'argomento è il bagno e in particolare il water.
Ci sono sostanziali differenze dal nostro.

La prima cosa che salta in evidenza è che la tazza è piena d'acqua. Io il primo cesso che ho visto pensavo fosse otturato e non l'ho usato per tutto il giorno. Poi ho scoperto che qua sono tutti così, pieni d'acqua. E ho anche riflettuto a lungo sul perché. La risposta l'ho trovata quando ho scoperto che non c'è neanche lo scopino per pulire il water. Certo, a che serve lo scopino se tutti i tuoi 'rifiuti organici' vanno a finire direttamente nell'acqua senza toccare le pareti? Furbi gli Americani... però forse non avevano fatto i conti con gli schizzi. Seconda cosa, quando tiri l'acqua tutto viene risucchiato in un vortice mentre un getto d'acqua dal basso porta tutto via, dopodiché si procede al riempimento. Rende meglio il video che trovate alla fine del post.

Oltre allo scopino, gli Americano sconoscono anche l'esistenza del bidet. Ragion per cui è consigliabile farsi venire lo stimolo poco prima di farsi la doccia.

video

giovedì 18 giugno 2009

I taxi gialli (cabs) di New York

La "Yellow Taxicab Co." fù fondata a New York il 3 Aprile 1912.
Il colore (e il nome) giallo fù selezionato dal risultato di un sondaggio dell'Università di Chicago che indicò quel colore come il più facile da individuare.

Oggi sono più di 12000 i taxi a New York.
Hanno tutti il tassametro. La base è $2.50, a cui si aggiungono 50 cent ogni quarto di miglio, ovvero ogni circa 400 metri, oppure 20 cent per ogni minuto bloccati nel traffico. "Non dimenticare mai la mancia" mi è stato sempre detto. Vorrei ben capire cosa succede se non la lascio... mi sequestrano? Nel dubbio io prendo la metro :)

Se la luce sul tetto del cab è accesa vuol dire che è libero.
Dovrebbero portarti ovunque a New York ma se devi andare nel Bronx, magari anche nel mezzo della notte, sarà più difficile trovarne uno disposto a farlo.

Chiamare un taxi è semplicissimo: basta alzare il braccio. Entro 2 minuti lo vedrai arrivare. E non importa se si trova nella corsia opposta o se per raggiungerti deve tagliare la strada ad un flusso continuo di auto, qua siamo nel paese dove la competizione regna sovrana!

Quando sono arrivato con le mie due pesantissime valigie a carico, ho preso un taxi. Tanto per iniziare il tassista non mi voleva portare dove chiedevo perché io, da buon Italiano, mi ero annotato via e numero civico. Cosa che qua non va tanto di moda, preferiscono sapere gli incroci (e.g. 122nd and Amsterdam) oppure la via tra due incroci (e.g. 122nd between Amsterdam and Broadway). Effettivamente non aveva tutti i torti visto che Broadway attraversa interamente Manhattan da Downtown ad Uptown, mettersi a guardare il numero civico non sarebbe stato tanto facile. Comunque gli spiego dove si trova e andiamo. Appena arrivato, scendo dalla macchina e lascio lo sportello aperto mentre vado a prendere le valigie dal cofano. Appena il tempo di prendere le valigie che il tassista riparte. Veramente molto abile perché con 2 nette accelerazioni riesce anche a chiudere lo sportello in corsa!

A mio parere il taxi conviene solo quando si è almeno in 3 a prenderlo, altrimenti la metropolitana rimane sempre il mio mezzo preferito.

PS: Oggi ha piovuto quasi tutto il giorno a NY e non sono andato alla Columbia. Per domani è stata annullata la partita di calcetto perchè eravamo in pochi. Nel pomeriggio invece ho il meeting con Weiwei.

PPS: Ho comprato una macchina fotografica un pò più seria, la Canon 500d (o T1i come la chiamano qua). Ho appena iniziato a leggere il manuale e a fare le prime foto. Nella foto del taxi in questo post volevo riprodurre un pò l'effetto della velocità con cui sfrecciano tra le vie. Il mio risultato è leggermente diverso da quello che c'è nel manuale :) ma migliorerò!

lunedì 15 giugno 2009

La metropolitana di New York

E' una delle più antiche ed estese rete di trasporto pubblico al mondo, con 468 stazioni operative ; 368.461km di tracciato; e un totale di 1355 km includendo tutti i binari. Nel 2007, la metropolitana ha trasportato oltre 1.562 miliardi di passeggeri, per una media di oltre 5 milioni ogni giorno lavorativo, 2.9 milioni il sabato e 2.2 milioni la domenica. Il servizio è effettuato 24 ore al giorno, 365 giorni l'anno.
Costi:
- $2 una corsa
- $7.5 per un giorno
- $25 per una settimana
- $81 per un mese
L'unico metodo utilizzato per l'accesso è una tessera magnetica con abbonamento o con un credito che puoi consumare e ricaricare quando vuoi.

Ci sono diverse linee che passano sugli stessi binari, alcuni treni non fanno tutte le fermate... e se poi si aggiunge il fatto che ci sono sempre cambiamenti di percorso a causa dei perenni cantieri aperti.... puoi andare avanti e indietro molte volte prima di capire come raggiungere la tua meta.

Ve ne racconto una: stavo andando a trovare degli amici in un locale nel Lower East Side, fermata Essex. A dire il vero la fermata si chiama Essex/Delancey. E secondo voi che nome c'era nei cartelli? Ovviamente Delancey. Ero già a Brooklyn quando mi accorgo che dovevo scendere 5 fermate prima. Mi butto fuori dal treno alla prima fermata, ma cosa scopro? Becco proprio la fermata che non ha ne sovra- ne sotto- passaggio per andare nell'altra direzione. Unica soluzione? Aspettare il prossimo treno, scendere alla prossima fermata e poi ritornare indietro. Sono in fondo alla stazione quando vedo avvicinarsi un treno molto lentamente, talmente piano che mi sembrava fermo in mezzo alla stazione. Bé, si era effettivamente fermato in mezzo alla stazione, era un treno corto. Aspetto il prossimo treno, mettendomi al centro della stazione, lo prendo, scendo alle fermata successiva, aspetto il treno che va nell'altro senso........... arrivo al mio appuntamento con 2 ore di ritardo! :)

Per concludere: a NY difficilmente ti perdi per le strade tutte allineate e numerate ma le linee metropolitane devi conoscerle bene se non vuoi passarci la serata.

PS: oggi ho avuto 6 ore di meeting mentalmente distruttivi, è anche passata una tempesta e io non me ne sono accorto. Qua si lavora un pò troppo. Mercoledì ho un altro meeting in cui dovremmo fissare finalmente il mio argomento di tesi. Poi dovrò rivedere Weiwei. Voglio dire che Steve mi ha presentato questo studente come il top student del suo corso ma a me non è sembrato sappia granchè, anzi. E guadagna anche più di me!!

PPS: il mistero del topo continua. Da ieri non ho più sentito squittire dietro la cucina pensando fosse morto nella trappola. Invece, oggi l'ho rivisto che passeggiava. O è un altro (e la cosa mi preoccupa alquanto) oppure ha trovato il modo di liberarsi.

domenica 14 giugno 2009

Ho bisogno di una tregua

La mia agenda per lunedì:

1pm-2.30pm: meeting con Weiwei
4.30pm-5.30pm: meeting con Steve
5.30pm-7pm: meeting con entrambi

Risultato??
E' sabato notte, sono le 4 del mattino a NY... e io a casa a lavoro!!!

Tra gli altri pensieri:
mi è arrivata una lettera dalla T-Mobile con scritto:

SUSPENSION OF SERVICE

...quindi dovrò andare a ritrovare quella 'volpe' di 'my friend' (vedi post Telefonare negli USA).

Se non basta, ho un topo morto sotto la cucina (vedi post "New York tra spazzatura e topi").
Domani vedo di toglierlo.

mercoledì 10 giugno 2009

Niente di nuovo, tra lavoro e divertimento

Sono stato parecchio impegnato negli ultimi giorni.

Venerdì il solito appuntamento al Riverside Park per il calcetto mattutino, questa volta con la pioggia però. Per pranzo in 5 siamo andati a mangiarci una pizza, devo dire non proprio male. La sera sono andato a salutare un paio di amici che hanno lasciato New York. Eve, che ritornerà a Settembre, ed un ragazzo con cui giocavo a calcio ogni Venerdì.
Sabato sera nell'East Village a bere qualcosa con alcuni amici, poi in 4 ci siamo trasferiti in una specie di disco pub (da ritornarci).
Domenica picnic a Central Park. Devo dire una bella esperienza, ognuno porta qualcosa da mangiare, si distende una tovaglia sul prato e si condivide tutto il cibo. Eravamo in poco più di 10. Nel prato c'erano persone che giocavano ad ogni tipo: baseball, rugby, frisby, calcio, racchette... La sera finalmente si parla solo Italiano. Sono andato a vedermi una partita di basketball in tv, se ho capito bene era una finale dell'NBA. 5 Italiani, 3 pizze formato famiglia e 10 birre.

Finisce il weekend ed entro in crisi in vista del meeting con Steve fissato per Mercoledì. Ho studiato quasi ininterrottamente per 3 giorni. Continua sempre a farmi studiare articoli e a pormi nuovi problemi da risolvere o analizzare. I meeting consistono in dei veri e propri esami, i peggiori mai sostenuti! Ogni volta mi dice che nel prossimo meeting fisseremo bene il mio argomento di tesi, ma ancora aspetto! E' un po' particolare come persona. Forse perché è troppo impegnato ma ha un metodo meccanico per fare ogni cosa. All'inizio di ogni meeting vuole che gli porti delle liste con i problemi, articoli, discussioni coperti e non. Vuole che gli elenchi, in semplici punti, i problemi rimasti irrisolti durante il precedente meeting e se sono pronto a discuterli. Ha sempre fretta e a me tutto ciò rende nervoso! E' molto preciso nei termini e nei metodi. Parla velocissimo e non sempre riesco a seguirlo, visto anche la complessità dei discorsi. Questa settimana mi ha messo in contatto con un suo studente, vuole che gli faccia da tutor. Si chiama Weiwei (spero di non ridere quando si presenterà). Dovrò rispondere alle sue domande, fargliene altre io e controllare che stia studiando bene. Dovrò incontrarlo domani mattina. Infatti ora vado a prepararmi altrimenti sarà lui ad insegnare qualcosa a me.

Spero la prossima volta di raccontarvi qualcosa di più interessante.
Ciao ciao!

PS: ieri è venuto il tizio dell'exterminator per il topo con cui condivido la cucina. Ho scoperto che era già stato qua un mese fa e aveva già messo delle trappole che sono ancora vuote!!! Ora ha messo del veleno. Staremo a vedere.

venerdì 5 giugno 2009

Central Park

Uno dei parchi più famosi del mondo che si estende per 3.4 km², un rettangolo di 4km x 800m. Chiaro il motivo per cui ho aspettato di avere una bici prima di metterci piede. By the way, grazie Eve per avermi prestato la sua bici! Fortunatamente anche il tempo è stato clemente, visto che le temperature qua cambiano anche di 15 gradi tra un giorno e l'altro.

Il parco è tutto artificiale, tutto progettato e costruito dall'uomo: laghi, pietre, piante... anche la terra ci hanno portato visto che quella che c'era (per lo più paludosa) non era buona per la vegetazione.

Per il mio giro in bici ho fissato con 10 metri di nastro adesivo il mini-treppiedi della mia macchina fotografica al manubrio della bici. Ho nel mio HD 1 ora di riprese, questo il risultato in poco più di 6 minuti.....


mercoledì 3 giugno 2009

Empire State Building

La presentazione la prendo da Wikipedia:
L'Empire State Building è il più famoso grattacielo della città di New York e probabilmente del mondo. Con i suoi 381 metri di altezza (443,2 m se si considera anche l'antenna televisiva sulla sua cima), è stato il grattacielo più alto del mondo fra il 1931 (anno del suo completamento) ed il 1973, quando furono inaugurate le Torri Gemelle del World Trade Center.

Il 19 Aprile ero a Times Square con Alessandro quando decidiamo di andare a vedere l'Empire. Andiamo a piedi visto che non è molto lontano. Devo dire che quando sei immerso tra i grattacieli di Manhattan, dopo un pò inizi ad abituarti a questi edifici, inizi a non farci più caso. Sono tanti e tutti altissimi, non hai più il termine di paragone. Quando vedi l'Empire poi tutto si rimpicciolisce ancora di più.
Alcuni numeri:
- 14 i mesi in cui ne è stata completata la costruzione
- 73 ascensori che lavorano fino ad una velocità di 25 Km orari
- 1860 gradini
- 4000 i lavoratori impiegati ogni giorno 7 giorni su 7 (comprese le feste)
- 6,500 finestre
- 750,000 metri di fili elettrici
- 10,000,000 di mattoni utilizzati
- $50,000,000 il costo stimato iniziale
- $41,000,000 costo effettivo finale

Famosissima la scena del film King Kong in cui il gorilla è aggrappato alla cima del grattacielo. Mentre, ho già detto come le luci dell'Empire vengono utilizzate per segnalare degli eventi ai cittadini (vedi post Columbia University's 255th Commencement Ceremony).
Decidiamo di entrare visto che non vediamo fila alle casse e ai metal detector. Ma la fila la troviamo più avanti davanti gli ascensori. Saliamo fino all'86° piano!! Sfortunatamente la mia macchina fotografica aveva le batterie scariche e non ho potuto fare molte foto come avrei voluto. Ho anche perso la foto dell'elicottero della polizia di NY che fa il giro del grattacielo e si ferma a 10 metri da dove ci trovavamo tutti i visitatori. Da allora vado dietro sempre con 2 batterie di ricambio! A proposito, sto pensando di comprarmi una macchina fotografica un pò più professionale ;)

http://www.facebook.com/album.php?aid=23585&id=1231382844&l=eefae10ee7
Ogni ulteriore parola sarebbe superflua!

New York tra spazzatura e topi

Da ieri ho un nuovo coinquilino, un topolino che si aggira per la cucina. Passando per il corridoio l'ho visto mentre si aggirava sul piano cottura per poi infilarsi nello spazio che c'è attorno ai fornelli. Quando più tardi è tornato Berk a casa, non sembrava sconvolto più di tanto. Ha preso un foglio, l'ha compilato e mi ha detto che l'avrebbe consegnato all'ufficio che si occupa di queste cose (forse non vi avevo detto che abito in un appartamento di proprietà della Columbia). Dopo 5 minuti era tranquillo in cucina che preparava la cena nello stesso fornello in cui io avevo visto infilarsi il topo. Allora mi sono documentato: a New York il problema topi è abbastanza comune. Ora capisco come mai le mie ex-coinquiline avessero un gatto a casa. A proposito, potrei prenderlo in prestito! :)
Ho letto che a NY ci sono 6 topi per ogni abitante. Considerando che ci sono 8 milione di abitanti (12 con i pendolari)... è un esercito di topi! Molti sostengono che il problema sia la moltitudine di cantieri aperti in cui i topi regnano, altri pensano che sia colpa dei rifiuti buttati per strada. Si perchè a NY non ci sono i cassonetti della spazzatura, ogni palazzo ha i propri spesso tenuti appena fuori la porta attaccati con delle catene o tenuti nei cortili interni. Tutti i negozi in tarda serata lasciano sul marciapiede tutti i sacchi della spazzatura così che, passando, i netturbini possano raccoglierla. Penso lo stesso lavoro venga fatto dai custodi dei condomini. Immaginatevi cosa potete trovare davanti un MacDonalds!
Dal 1970 NY non ha mai sostenuto il riciclaggio ed è anzi stata a favore degli inceneritori. Recentemente però i comitati dei cittadini hanno fatto cambiare idea a chi di dovere. Ad oggi New York non ha più nessun inceneritore e non ha nessuna intenzione di realizzarne di nuovi. Sin dal 1997, quando fu annunciato che la discarica sull'isola di Staten era prossima alla chiusura, New York ha affrontato il problema esportando i suoi rifiuti a discariche ed inceneritori al di fuori dello stato, semplicemente perchè allora questo era il metodo più conveniente (siamo nel Paese più capitalista del mondo... penso che scriverò un intero post a riguardo). Ma le cose sono cambiate, i costi di trasporto e smaltimento a discarica sono aumentati e diverse aziende di riciclo hanno avviato fiorenti attività. I nuovi conti, ma ancor più i nuovi contratti a lunga scadenza con i riciclatori (4257 aziende in cui lavorano 43.624 persone) hanno convinto il sindaco Bloomberg che "Rifiuti Zero" può essere anche il futuro di New York. Staremo a vedere!